Il Regolamento

Regolamento dell'Accademia Italiana della Cucina

TITOLO I: L'ATTIVITÁ CULTURALE ED EDITORIALE
TITOLO II: L’ACCADEMICO
TITOLO III: IL DELEGATO E IL COORDINATORE TERRITORIALE
TITOLO IV: LA DELEGAZIONE
TITOLO V: GLI ORGANI CENTRALI


 

TITOLO I: L'ATTIVITÁ CULTURALE ED EDITORIALE

Articolo 1 – Il Centro Studi “Franco Marenghi”

1.   Nel quadro delle attività rivolte al conseguimento degli scopi istituzionali dell’Accademia, è costituito il Centro Studi “Franco Marenghi” con funzione di indagine, di analisi e di consulenza su argomenti di carattere storico, economico, sociologico, gastronomico, nutrizionale e tecnico inerenti alla cucina italiana.
2.   Il Centro Studi “Franco Marenghi” propone al Consiglio di Presidenza le linee generali dell’attività culturale dell’Accademia e opera attraverso persone di chiara fama e competenza.
3.   Il Presidente del Centro Studi e i suoi componenti entrano in carica e decadono in coincidenza con gli altri Organi Centrali dell’Accademia, secondo quanto previsto dall'art. 9 dello Statuto. Sono revocabili in qualsiasi momento dal Consiglio di Presidenza sentito il Presidente del Centro Studi.
4.  Il Presidente del Centro Studi “Franco Marenghi” è nominato dal Consiglio di Presidenza. Egli propone al Presidente dell’Accademia la nomina di un Vice Presidente, di un Segretario e di un massimo di quindici membri di chiara fama e competenza nel settore della civiltà della tavola e della cultura gastronomica.
5.   Il Centro Studi “Franco Marenghi” deve riunirsi almeno due volte all'anno, su convocazione del suo Presidente; i verbali di dette riunioni vengono inviati per conoscenza al Consiglio di Presidenza dell’Accademia.

Articolo 2 – I Centri Studi Territoriali

Nell’ambito delle funzioni affidate al Centro Studi “Franco Marenghi”, e con il suo coordinamento, possono costituirsi i Centri Studi Territoriali (CST) aventi come oggetto lo studio di fenomeni e temi a carattere locale con la competenza territoriale prevista dall’art. 23 dello Statuto. La nomina del Direttore e dei componenti dei CST è di competenza del Presidente del Centro Studi “Franco Marenghi”, sentito il parere del Delegato della Delegazione di appartenenza del componente, e del Coordinatore territoriale che è componente di diritto del CST. Il Coordinatore territoriale non può ricoprire la carica di Direttore del CST.

Articolo 3 – La Biblioteca “Giuseppe Dell’Osso”

Nel quadro delle attività rivolte al conseguimento degli scopi istituzionali dell’Accademia, è costituita la Biblioteca “Giuseppe Dell’Osso”, formata da opere provenienti da donazioni o acquisti. La Biblioteca, gestita dal Segretario Generale, fa parte del servizio bibliografico nazionale (SBN), rete promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del Turismo, ed è aperta al pubblico.

Articolo 4 – Le Pubblicazioni accademiche: Rivista, Guida ai Ristoranti, Carnet degli Accademici, siti Internet

1.   Rientrano tra le attività editoriali rivolte al conseguimento dello scopo istituzionale, le pubblicazioni che cura l’Accademia: fondamentalmente la rivista mensile e la "Guida ai Ristoranti" che potrà essere pubblicata a mezzo stampa e, o attraverso il sito internet dell’Accademia.
2.   La Segreteria dell’Accademia cura periodicamente la pubblicazione del “Carnet degli Accademici”, che viene rimesso a tutti gli Accademici direttamente o tramite il Delegato. Ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, i dati contenuti in detto carnet sono soggetti all'obbligo della riservatezza ed è vietato l’uso di essi per impieghi politici, commerciali, promozionali e pubblicitari.
3.   Le pubblicazioni sono distribuite a tutti gli Accademici in regola con il pagamento della quota sociale, a cura della Segreteria dell’Accademia.
4.  Le Delegazioni possono pubblicare, a loro cura e spese, gli atti dei convegni culturali da esse organizzati ed opere di carattere gastronomico, previa autorizzazione del Consiglio di Presidenza, che potrà, in via eccezionale, concedere dei contributi ad hoc o provvedere alla loro pubblicazione. E’ vietata la vendita di dette pubblicazioni, o la loro distribuzione, sotto qualsiasi forma, al di fuori dell’ambito dei membri della propria Delegazione o del Centro Studi competente per territorio, senza la preventiva autorizzazione del Consiglio di Presidenza.
5.   Le Delegazioni, i Centri Studi Territoriali e gli Accademici non sono autorizzati ad aprire siti internet, né possono inviare newsletter, notiziari, bollettini od altro materiale consimile a nome dell’Accademia Italiana della Cucina o dei suoi Organi territoriali al di fuori dell’ambito dei membri della propria Delegazione o del Centro Studi competente per territorio; è invece ammessa la partecipazione a blog o sui social network purché l’Accademia Italiana della Cucina non venga coinvolta e non appaia il logo dell’Associazione senza il nome della Delegazione e riguardi esclusivamente l’attività della stessa.

Articolo 5 – La Rivista dell’Accademia

1.   La Rivista dell’Accademia, quale strumento d’unione, è aperta alla collaborazione di tutti gli Accademici.
2.   La pubblicazione nella Rivista delle schede relative a riunioni conviviali nelle Delegazioni, può essere effettuata solo se esse saranno inviate alla Segreteria dell’Accademia non oltre trenta giorni dalla data del convivio.
3.   Nella Rivista, nella Guida e in ogni altra pubblicazione accademica, anche edita localmente dalle Delegazioni, è vietata ogni pubblicità di prodotti eno-gastronomici o di esercizi della ristorazione o di scuole di cucina.

Articolo 6 – La Guida ai Ristoranti

La “Guida ai Ristoranti”, come testimonianza di specifica competenza delle singole Delegazioni in Italia ed all'estero, e quale prova di efficienza strutturale dell’Accademia, deve avere uniformità nei criteri di esposizione e di giudizio, secondo le indicazioni che, anche sotto gli aspetti redazionali, il Presidente o il Segretario Generale, diramerà periodicamente ai Delegati e ai Coordinatori territoriali.

Articolo 7 – Le riunioni conviviali, il Simposiarca e la valutazione del ristorante

1.   Fondamentale importanza per il conseguimento dello scopo istituzionale hanno le riunioni conviviali fra gli Accademici nelle singole Delegazioni.
2.   Le riunioni conviviali fra Accademici nelle singole Delegazioni sono tenute, a cadenza almeno bimestrale, con un numero minimo di sei all’anno, fatte salve le opportune frequenti visite di monitoraggio dei ristoranti nel territorio, da parte anche di singoli Accademici, previa una consigliabile predisposizione di un loro programma annuale da parte del Delegato con la Consulta della Delegazione.
3.   Al termine della riunione conviviale, organizzata da un Simposiarca Accademico della Delegazione, individuato di volta in volta dal Delegato, gli Accademici della Delegazione effettuano la valutazione a mezzo dell’apposita scheda. Non vengono valutate le riunioni conviviali svolte in circoli o abitazioni private o comunque in locali non aperti al pubblico.
4.   Nel corso dei pranzi accademici è vietato fumare.
5.   Le riunioni conviviali possono essere talvolta tenute fuori dal territorio della Delegazione, ma in tal caso deve essere preventivamente informato il Delegato del relativo territorio e non si deve procedere ad alcuna valutazione o consegnare premi, riconoscimenti, vetrofanie, guidoncini, ecc.
6.   Il Delegato, prima di procedere all’organizzazione di convegni, manifestazioni culturali e gastronomiche che non siano le normali riunioni conviviali accademiche, deve sottoporre il programma al Segretario Generale almeno 30 giorni prima dell’evento e, prima di concedere l'uso del logo e del nome dell'Accademia, o il patrocinio e di accettare di rappresentare ufficialmente l'Accademia in particolari manifestazioni, deve ottenerne l'autorizzazione.
7.   Fatto salvo il comma 5 del presente articolo, in caso di manifestazioni accademiche da svolgere fuori dal territorio della propria Delegazione, il Delegato proponente deve sottoporre il programma al Segretario Generale almeno 30 giorni prima dell’evento, allegando il parere del Delegato del territorio dove si tiene l’evento e del Coordinatore territoriale competente.
8.   Ottenuta l’autorizzazione per le manifestazioni di cui sopra, il Delegato deve darne comunicazione al Coordinatore territoriale competente affinché egli possa ottemperare a quanto previsto dall’art. 23, comma 2 dello Statuto.
9.   Le relazioni di altre attività accademiche al di fuori delle normali riunioni conviviali, dovranno essere inviate alla Segreteria dell’Accademia per la loro eventuale pubblicazione nella Rivista dell’Accademia.


TITOLO II: L’ACCADEMICO

Articolo 8 – Candidatura, ammissione, decadenza per mancata partecipazione

1.   Può essere candidato Accademico soltanto chi abbia una specchiata reputazione morale e una riconosciuta ed accertata propensione verso la cultura della buona tavola in assenza dei vincoli indicati nell'art. 5 dello Statuto.
2.  La domanda di ammissione, di cui all'art. 5 dello Statuto, dovrà essere inoltrata al Presidente dell’Accademia tramite apposito modulo contenente un breve curriculum vitae, una dichiarazione di condivisione delle finalità dell’Accademia, l’accettazione delle norme statutarie e regolamentari, del Codice Etico e la liberatoria relativa alla raccolta ed elaborazione dei suoi dati personali come previsto dalla normativa vigente. Detta domanda, sottoscritta dal candidato Accademico e da due Accademici presentatori della Delegazione, sarà sottoscritta anche dal Delegato proponente in segno di approvazione e di attestazione dell’accertamento di cui al precedente comma, previo parere della sua Consulta.
3.   L'Accademico ha il dovere di contribuire, con lealtà, amicizia e senso di appartenenza, al buon andamento della vita accademica della propria Delegazione. Egli si conforma alle decisioni legittimamente prese dalla Consulta della Delegazione nell'ambito delle norme statutarie, regolamentari e del Codice Etico. L’Accademico può in ogni momento rassegnare le proprie dimissioni annunciandole al proprio Delegato e, o comunicandole per scritto al Presidente dell’Accademia e in copia al proprio Delegato. Le dimissioni non danno diritto alla restituzione della quota sociale corrisposta.
4.   Il candidato Accademico accettato deve corrispondere la quota sociale entro trenta giorni dalla comunicazione di accoglimento della domanda.
5. La quota sociale, limitatamente al primo anno di iscrizione, è aumentata di due terzi rispetto alla quota annua stabilita dalla Consulta Accademica.
6. L’Accademico in regola con il pagamento della quota sociale riceve annualmente, tramite il Delegato, la tessera o la convalida annuale comprovante l’appartenenza all'Accademia e, al momento della sua ammissione, le insegne accademiche.
7.   Gli Accademici che rivestono un qualsiasi incarico negli Organi Centrali e territoriali dell’Accademia, svolgono la relativa loro funzione a puro titolo onorifico.
8.   Decade dalla qualifica l'Accademico che non abbia partecipato nell'anno accademico, senza fondata giustificazione scritta, ad almeno un terzo delle riunioni conviviali della Delegazione cui appartiene, con un minimo di 2 presenze.
9.   La decadenza di cui al precedente comma è proposta, ai sensi dellart. 8 dello Statuto, con provvedimento motivato dal Delegato con il parere della Consulta della Delegazione, ed è pronunciata, con motivazione, dal Presidente dell’Accademia che provvede alla comunicazione con lettera raccomandata, con avviso di ricevimento, all'Accademico decaduto.
10.   Il provvedimento di decadenza decorre dalla data di ricevimento del provvedimento stesso ed è appellabile entro 30 giorni dalla data di ricevimento, al Collegio dei Probiviri, che dovrà provvedere entro 60 giorni dal ricevimento del ricorso. La decisione del Collegio è definitiva.
11.   La decadenza dalla qualifica di Accademico non dà diritto alla restituzione della quota sociale corrisposta.

Articolo 9 – Pagamento della quota sociale, decadenza per morosità

1.   L’Accademico deve versare alla Segreteria dell’Accademia, entro il 31 marzo di ogni anno, tramite il Delegato, la quota sociale stabilita dalla Consulta Accademica.
2.   Dopo una sollecitazione scritta del Delegato o, dove egli non provveda, del Segretario Generale inviata per posta anche elettronica, decade dalla qualifica l’Accademico che non abbia provveduto al pagamento della quota dell’anno entro il 30 giugno.
3.   La decadenza di cui al precedente comma è pronunciata dal Presidente dell’Accademia, ai sensi dell’art. 8 dello Statuto, sentito il Delegato in nome della Consulta della Delegazione.
4.   Il provvedimento è comunicato dal Presidente dell’Accademia, con lettera raccomandata, con avviso di ricevimento, all'Accademico moroso. 
5.   Il provvedimento di decadenza decorre dalla data di ricevimento del provvedimento stesso ed è appellabile entro 30 giorni dalla data di ricevimento, al Collegio dei Probiviri, che dovrà provvedere entro 60 giorni dal ricevimento del ricorso. La decisione del Collegio è definitiva.

Articolo 10 – Provvedimenti disciplinari: richiamo ed esclusione

1.   L’Accademico che faccia uso del nome dell’Accademia e dei suoi contrassegni (logo, carta intestata, guidoncini, manifesti, adesivi, ecc.) e dei dati contenuti nel “Carnet degli Accademici” per motivi politici, commerciali, promozionali e pubblicitari, al di fuori della stretta attività istituzionale o che abbia subito una condanna passata in giudicato o che comunque, con qualsiasi suo comportamento, anche di ordine morale, nuoccia al buon nome dell’Accademia o non osservi le norme dello Statuto e del Regolamento, o il Codice Etico, o le delibere legittimamente prese dalla Consulta Accademica, dal Consiglio di Presidenza e dal Collegio dei Probiviri, può essere soggetto a richiamo scritto del Presidente e può essere escluso con provvedimento preso dal Presidente dell’Accademia, su favorevole parere del Consiglio di Presidenza e previo parere del Delegato.
2.   L’esclusione può essere proposta dal Delegato competente al Presidente dell’Accademia.
3.   Per i componenti gli Organi Centrali, per i Delegati, per gli Onorari, per i Coordinatori territoriali e per i membri accademici del Centro Studi “Franco Marenghi” procede direttamente il Presidente dell’Accademia su favorevole parere del Consiglio di Presidenza.
4.   Il provvedimento di esclusione è comunicato dal Presidente dell’Accademia, con lettera raccomandata, con avviso di ricevimento, all'Accademico escluso.
5.   Il provvedimento di esclusione decorre dalla data di ricevimento del provvedimento stesso ed è appellabile entro 30 giorni dalla data di ricevimento, al Collegio dei Probiviri, che dovrà provvedere entro 60 giorni dal ricevimento del ricorso. La decisione del Collegio è definitiva.
6.   L’esclusione dalla qualifica di Accademico, non dà diritto alla restituzione della quota sociale corrisposta.

Articolo 11 – Dimora nel territorio della Delegazione e trasferimento

1.   Si può essere Accademico solo della Delegazione comprendente nel suo territorio il Comune della propria dimora abituale, fatte salve possibili motivate deroghe, di competenza del Consiglio di Presidenza, sentiti i Delegati competenti per territorio.
2.  Il trasferimento ad altra Delegazione è consentito solo nel caso che l’Accademico trasferisca la propria dimora abituale nell’ambito territoriale di altro Comune compreso nel territorio di altra Delegazione. Detta richiesta deve avvenire tramite il Delegato di provenienza al Presidente dell’Accademia. Sono fatte salve possibili motivate deroghe, di competenza del Consiglio di Presidenza.

3.   Nei casi in cui nel Comune dove l’Accademico intenda trasferirsi sia stata costituita più di una Delegazione, la richiesta di ammissione potrà essere rivolta ad una sola di esse.

4.   L’Accademico che trasferisca la propria dimora all'estero, per un periodo superiore all'anno, in un luogo dove non sia costituita una Delegazione, viene considerato dimissionario ai sensi dell’art. 8 dello Statuto. In alternativa l’Accademico può richiedere al Presidente il trasferimento ad una Delegazione che viene all'uopo indicata dal Consiglio di Presidenza. Nel caso di dimissioni, qualora successivamente si trasferisca in altro luogo ove sia costituita una Delegazione, l’Accademico può richiedere al Presidente la riammissione, purché permangano i requisiti prescritti dall'art. 5 dello Statuto, versando unicamente la quota sociale dell’anno in corso.
5.   Il Presidente può accogliere le domande di cui sopra, sentito il parere del Delegato della Delegazione nella quale il richiedente intende trasferirsi e del Delegato della Delegazione di provenienza.


TITOLO III: IL DELEGATO E IL COORDINATORE TERRITORIALE

Articolo 12 – Compiti del Delegato

1.   Il Delegato ha il dovere di dare la propria attiva collaborazione agli Organi Centrali per il raggiungimento degli scopi istituzionali dell’Accademia.
2.   Il Delegato è responsabile personalmente della buona gestione finanziaria della Delegazione. 
3.   Allo scopo di favorire la conoscenza, l’affiatamento e l’aggiornamento, si potranno tenere dei Forum dedicati ai Delegati.
4.   Gli Organi Centrali dell’Accademia non rispondono delle eventuali passività di bilancio delle Delegazioni.
5.   L’eventuale assunzione da parte del Delegato di collaboratori retribuiti è vietata.
6.   I Delegati all'estero devono intrattenere rapporti con le Rappresentanze italiane e le Autorità locali onde ottenere la più ampia collaborazione per le iniziative della Delegazione.

Articolo 13 – Compiti del Coordinatore Territoriale

Ferme restando le prerogative e le responsabilità del Delegato e della Consulta della Delegazione, oltre a quanto stabilito dall'art. 23 dello Statuto, il Coordinatore territoriale svolge le seguenti mansioni:
a)   fornisce pareri al Consiglio di Presidenza in merito alla eventuale costituzione di nuove Delegazioni nell'ambito dell’Area di competenza;
b)   assiste i Delegati dell’Area di competenza per l’eventuale definizione dei confini territoriali;
c)   partecipa alle riunioni del Centro Studi Territoriale della propria Area;
d)   coordina le eventuali valutazioni dei ristoranti proposti dai Delegati con le valutazioni più alte nell'Area di competenza.

Articolo 14 – Nomina del Delegato

1.   Alla scadenza del mandato del Delegato, prevista dall'art. 9 dello Statuto, il Consiglio di Presidenza può confermare il Delegato uscente ai sensi dell’art. 17 dello Statuto. Oppure può richiedere agli Accademici della Delegazione, sentiti dal Delegato uscente, o in mancanza dal Vice Delegato con maggiore anzianità accademica, o in mancanza dal Consultore con maggior anzianità accademica, o in mancanza dal Presidente dell’Accademia, uno o più candidati a tale carica tra i soci effettivi in regola con il pagamento della quota sociale.
2.   In caso di dimissioni, scomparsa e revoca del Delegato, gli Accademici, sentiti dal Delegato uscente, o in mancanza dal Vice Delegato con maggiore anzianità accademica, o in mancanza dal Consultore con maggiore anzianità accademica, o in mancanza dal Presidente dell’Accademia, indicano al Consiglio di Presidenza, uno o più candidati tra i soci effettivi in regola con la quota sociale.
3.   Il Consiglio di Presidenza, ai sensi dellart. 24 dello Statuto, tiene conto delle indicazioni di cui ai precedenti commi che debbono pervenire entro 30 giorni dalla richiesta o dall'evento e che debbono essere corredate da esaustivo curriculum accademico. Dopo averle valutate, procede alla nomina del Delegato ai sensi dell’art. 17 dello Statuto, ovvero richiede agli Accademici della Delegazione l’indicazione di un altro candidato. Nel caso in cui gli Accademici della Delegazione non esprimano le indicazioni richieste entro i termini previsti, il Consiglio di Presidenza provvede alla nomina con propria delibera. 
4.   Ove risulti impossibile nominare il Delegato, la Delegazione potrà essere sciolta con delibera del Consiglio stesso. 
5. Gli Accademici della Delegazione soppressa, su loro esplicita richiesta, potranno essere trasferiti ad altra Delegazione limitrofa ove esistente, con le modalità previste dal presente Regolamento. 
6.   In ogni caso la quota sociale accademica non è rimborsabile.

Articolo 15 – Revoca del Delegato e del Coordinatore Territoriale

1.  Oltre a quanto previsto dall'art. 10 del presente Regolamento, il Delegato e il Coordinatore territoriale possono essere revocati, ai sensi dell’art.17 lettera i) dello Statuto, con provvedimento motivato, in qualsiasi momento, dal Consiglio di Presidenza, qualora non osservino le norme dello Statuto e del Regolamento, il Codice Etico e le direttive emanate dagli Organi Centrali dell’Accademia.
2.   Il provvedimento è comunicato dal Presidente dell’Accademia, con lettera raccomandata, con avviso di ricevimento, al Delegato o al Coordinatore territoriale revocato.
3.   Il provvedimento di revoca decorre dalla data di ricevimento del provvedimento stesso ed è appellabile entro 30 giorni dalla data di ricevimento, al Collegio dei Probiviri, che dovrà provvedere entro 60 giorni dal ricevimento del ricorso. La decisione del Collegio è definitiva.
4.   La revoca, di per sé, non implica esclusione o decadenza dall'Accademia, salvo i casi previsti dal precedente art. 10.

Articolo 16 – Dimissioni del Delegato

1.   Qualora un Delegato sia dimissionario, oppure per qualsiasi altra causa sia cessato dalla carica, il Delegato stesso, o il Vice Delegato con maggiore anzianità accademica, o in mancanza il Consultore con maggiore anzianità accademica, provvede a segnalare il fatto con immediatezza al Presidente dell’Accademia.
2.   Il Delegato dimissionario resta in carica sino alla nomina del nuovo Delegato, ove ciò, per qualsiasi motivo, non sia possibile, assume la funzione di Delegato ad interim il Vice Delegato con maggiore anzianità accademica o, in mancanza, il Consultore con maggiore anzianità accademica.

 


TITOLO IV: LA DELEGAZIONE

Articolo 17 – Costituzione e chiusura della Delegazione

1.   Per costituire una Delegazione sono necessari almeno dodici componenti in Italia e nove componenti nei Paesi esteri, i quali devono presentare al Presidente dell’Accademia la formale proposta di costituzione, tramite apposito modulo corredato dalle singole domande contenenti un breve curriculum vitae, una dichiarazione di condivisione delle finalità dell’Accademia, l’accettazione delle norme statutarie e regolamentari, il codice etico e la liberatoria relativa alla raccolta ed elaborazione dei suoi dati personali come previsto dalla normativa vigente.
2.   Nella richiesta di costituzione sarà indicato il nominativo del Delegato proposto.
3.   Il Consiglio di Presidenza, deliberando la costituzione della nuova Delegazione, determina l’ambito territoriale della stessa, sentito il parere sia del Coordinatore territoriale competente, sia del o dei Delegati nel caso dovesse essere scorporata parte del loro territorio ai fini della nuova costituzione.
4.   Con il provvedimento di costituzione, il Consiglio di Presidenza, nomina il Delegato ai sensi dell’articolo 17 lettere h) e i) dello Statuto.
5.   Qualora una Delegazione, per qualsiasi motivo, riduca i suoi associati al disotto di nove membri effettivi, essa può essere chiusa dal Consiglio di Presidenza, ovvero, se in un Paese estero, trasformata in Legazione, secondo quanto previsto dal successivo comma 7.
6.   Gli Accademici della Delegazione soppressa possono, su loro richiesta, entro il termine di 30 giorni dalla comunicazione della chiusura, essere trasferiti ad altra Delegazione confinante, sentito il parere del Delegato competente per territorio e secondo quanto previsto dalle norme regolamentari in materia di trasferimento. Decorso il suddetto termine, viene a tutti gli effetti persa la qualifica di Accademico. 

7.   Qualora, in un Paese estero, non sia possibile costituire una Delegazione secondo le caratteristiche indicate ai commi precedenti, il Presidente può, su favorevole parere del Consiglio di Presidenza, nominare un Legato con il compito di tenere i rapporti con le autorità italiane e quelle locali, con i ristoranti con cucina italiana e con i mezzi di comunicazione. Il Legato ed eventuali altri membri della Legazione debbono essere Accademici effettivi e rispondono al Presidente o a un Consigliere di Presidenza all’uopo indicato. Il Legato non ha i diritti e i doveri del Delegato e può essere revocato dal Presidente in qualsiasi momento.

Articolo 18 – La Consulta della Delegazione

1.   Il Delegato deve costituire al più presto, a norma dell’art. 25 dello Statuto, tra i soci effettivi, la Consulta della Delegazione e nominare tra i propri Consultori  uno o due Vice Delegati,  un Segretario  e un Tesoriere, affidandogli le opportune competenze per il buon funzionamento della Delegazione. La carica di Tesoriere è cumulabile, mentre le cariche di Vice Delegato e di Segretario non sono tra loro cumulabili.
2.   La Consulta della Delegazione, dura in carica per il mandato del Delegato che può in ogni momento sostituire e nominare nuovi Consultori, nell'ambito di quanto previsto dall'art. 25 dello Statuto.
3.   Il Segretario cura la verbalizzazione delle riunioni della Consulta e può anche avere la funzione di Tesoriere della Delegazione, ove questo non sia stato nominato.

 


TITOLO V: GLI ORGANI CENTRALI

Articolo 19 – Assemblee dei Delegati

1.   L’Assemblea Ordinaria e l’Assemblea Straordinaria dei Delegati vengono convocate dal Presidente dell’Accademia o in mancanza dal Vice Presidente Vicario, o in mancanza dall'altro Vice Presidente o in mancanza dal Segretario Generale, con avviso che deve essere spedito ai Delegati almeno trenta giorni prima della sessione assembleare.
2.   L’avviso deve contenere l’ordine del giorno.
3.   La subdelega, prevista dall'art.24 dello Statuto, deve essere inviata alla Segreteria dell’Accademia almeno 15 giorni prima della sessione assembleare.

Articolo 20 – Candidature per l’Assemblea Ordinaria dei Delegati

1.   Per l’Assemblea Ordinaria dei Delegati, ai sensi degli artt. 10 e 11 dello Statuto, il Consiglio di Presidenza ha la facoltà di indicare un nominativo ai fini della elezione alla carica di Presidente dell’Accademia.
2.   Il Consiglio di Presidenza ha altresì la facoltà di predisporre una lista orientativa ai fini della elezione dei membri elettivi della Consulta Accademica, dei membri del Collegio dei Revisori dei Conti e dei membri del Collegio dei Probiviri.
3.   Qualunque Accademico, con esclusione degli Accademici Onorari di cui al comma 1 dell’art. 6 dello Statuto e dei membri dell’Albo d’Onore di cui allart. 21 del Regolamentonel rispetto di quanto previsto dall'art. 11 dello Statuto, può candidarsi alla carica di Presidente dell’Accademia, o di componente elettivo della Consulta Accademica, o del Collegio dei Revisori dei Conti o del Collegio dei Probiviri. L’Accademico deve inviare la propria candidatura alla Segreteria dell’Accademia almeno 30 giorni prima del giorno di inizio della sessione assembleare. L’Accademico può candidarsi ad una sola delle suddette cariche.

Articolo 21 – L’Albo d’Onore

È costituito l'Albo d'Onore dell'Accademia Italiana della Cucina. Ne fanno parte i seguenti Accademici, una volta cessata la loro carica e non nominati o eletti ad altra carica relativa agli Organi Centrali e territoriali previsti dall'art. 9 dello Statuto:
a)   Membri di diritto: Presidenti, Vice Presidenti, Segretari Generali, Presidenti del Collegio dei Probiviri, Presidenti del Collegio dei Revisori dei Conti, Presidenti del Centro Studi "Franco Marenghi";
b)   Membri della Consulta Accademica cooptati ai sensi dell'art. 13 dello Statuto che ne facciano espressa richiesta al Consiglio di Presidenza o che non rifiutino la proposta loro rivolta dal Consiglio stesso.
L'ammissione all'Albo d'Onore esenta dal pagamento della quota sociale e dall'obbligo di frequenza alle riunioni conviviali accademiche. 

Articolo 22 – Partecipazione alle riunioni della Consulta Accademica

1.   Alle riunioni della Consulta Accademica di cui all'art. 15 dello Statuto possono essere invitati, senza diritto di voto, il Presidente del Centro Studi “Franco Marenghi”, il Collegio dei Probiviri, i Coordinatori territoriali e il Direttore Responsabile della Rivista.
2.   I Revisori dei Conti partecipano ai lavori della Consulta Accademica nel quadro della loro funzione collegiale, così come disciplinata dal vigente Codice Civile con riferimento al Collegio Sindacale delle Società Commerciali.

Articolo 23 – Gestione dell’Accademia

Il Presidente dell’Accademia può aprire, previo parere favorevole del Consiglio di Presidenza, conti correnti bancari intestati all'Accademia, con sua firma singola o abbinata a quella del Tesoriere, e gestirli per ogni occorrenza di ordinaria amministrazione dell’Accademia.

Articolo 24 – Costi dell’attività istituzionale

1.   Il Consiglio di Presidenza fissa i rimborsi delle spese sostenute dai componenti degli Organi Centrali e del Centro Studi “Franco Marenghi” in conseguenza dei loro incarichi, dietro presentazione dei documenti giustificativi.
2.   Ogni spesa occorrente per l’attività istituzionale degli Organi dell’Accademia e del Centro Studi "Franco Marenghi", deve essere annualmente stanziata nel bilancio preventivo. 

Articolo 25 – I Verbali delle riunioni degli organi dell’Accademia

L’Assemblea dei Delegati, il Consiglio di Presidenza, la Consulta Accademica, il Collegio dei Revisori dei Conti, il Collegio dei Probiviri,  la Consulta della Delegazione e il Centro Studi “Franco Marenghi”, devono tenere regolari libri dei verbali delle loro rispettive riunioni.

Articolo 26 – Il Conto Consuntivo e il Bilancio preventivo

1.   Il Consiglio di Presidenza, dopo la lettura della relazione accompagnatoria del Collegio dei Revisori dei Conti, sottopone ogni anno all'approvazione della Consulta Accademica il Conto Consuntivo entro il mese di giugno, e il Bilancio preventivo entro il mese di novembre, sempre con le specificazioni delle entrate e delle uscite suddivise per titoli e per capitoli.
2.   Il conto consuntivo approvato dalla Consulta Accademica sarà inviato in copia, a cura del Presidente dell’Accademia, entro 60 giorni dall'approvazione, a tutti i Delegati in carica.
3.   L’esercizio finanziario dell’Accademia va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno.

Articolo 27 – Il Collegio dei Revisori dei Conti

1.   Ciascun componente del Collegio dei Revisori dei Conti ha la facoltà di prendere visione in qualsiasi momento della situazione contabile e della relativa documentazione presso la Sede dell’Accademia.
2.   Il Collegio dei Revisori dei Conti deve consegnare al Consiglio di Presidenza la sua relazione annuale di accompagnamento del conto consuntivo di cui all'articolo precedente almeno otto giorni prima della riunione della Consulta Accademica convocata per l’approvazione.

Articolo 28 – Vertenze e Collegio dei Probiviri

1.   Oltre a quanto previsto dall'art. 22 dello Statuto, e ai ricorsi previsti dal presente Regolamento agli artt. 8 e 9 (decadenza), 10 (esclusione) e 15 (revoca), al Collegio dei Probiviri è demandata anche la risoluzione di ogni vertenza che dovesse sorgere all'interno delle Delegazioni, fra Delegazioni e fra organi dell’Accademia, per fatti inerenti all'attività accademica e all’osservanza del Codice Etico.
2. Ogni questione e controversia deve essere sottoposta al Collegio dei Probiviri entro 30 giorni dalla data d’inizio della stessa.
3.   La richiesta deve contenere l’esposizione ampia dei fatti e deve essere inviata tanto al Presidente del Collegio, quanto alle parti interessate. Il ricorso ai Probiviri non sospende l’efficacia delle delibere degli Organi Centrali dell’Accademia.
4.   Il Presidente del Collegio, può, informandone le parti, e salvo esplicita richiesta contraria di una delle parti in causa, decidere inappellabilmente in merito, in veste di amichevole compositore.
5.   Sulla base di accordo unanime dei componenti del Collegio, le riunioni in presenza possono essere sostituite da comunicazioni e deliberazioni a distanza, tramite posta elettronica o altri sistemi informatici o telematici.
6.   Nel caso che un membro del Collegio dei Probiviri faccia parte di un organo coinvolto nella vertenza, egli viene sostituito da un membro supplente del Collegio stesso.
7. Il Collegio, o il Presidente del Collegio, decide inappellabilmente applicando le norme contenute nello Statuto e nel Regolamento entro 60 giorni dal ricevimento del ricorso.

 


TITOLO VI: PREMI, DIPLOMI, RICONOSCIMENTI

Articolo 29 – Premi, Diplomi e Riconoscimenti

1.   A norma dell’art. 17, lettera n) dello Statuto, il Delegato può inviare entro il mese di marzo di ogni anno, previo parere favorevole della Consulta della Delegazione, al Consiglio di Presidenza proposte per l’assegnazione dei premi e dei diplomi in essere decisi dal Consiglio di Presidenza:
a)   Premio Orio Vergani a persone, organizzazioni o associazioni estranee all'Accademia che abbiano onorato, con la loro attività e le loro opere, la cultura gastronomica e la civiltà della tavola italiana in qualsiasi campo, in Italia o all'estero.
b) Premio Dino Villani al prodotto artigianale tradizionale da tutelare.
c)   Premio Giovanni Nuvoletti a persona, ristoratore, organizzazione estranee all'Accademia che abbia contribuito in modo significativo alla conoscenza e valorizzazione della buona tavola tradizionale regionale.
d)   Premio Massimo Alberini, assegnato a nome della Delegazione, a quegli esercizi commerciali estranei all'Accademia che da lungo tempo, con qualità costante, offrono al pubblico alimenti di produzione propria, lavorati artigianalmente con ingredienti di qualità eccellente e tecniche rispettose della tradizione del territorio.
e)   Diploma di Cucina Eccellente in Italia o Diploma di Buona Cucina in Italia e all'estero, a ristoranti e trattorie.

Tutti i premi suddetti, destinati a non Accademici, consistono in riconoscimenti, in denaro o in opere d’arte o in targhe, decisi dal Consiglio di Presidenza.

2. La soppressione, la modifica e l’introduzione di premi e riconoscimenti è di competenza del Consiglio di Presidenza e non richiede la revisione del presente Regolamento.

3. Gli Organi Territoriali e i Centri Studi non possono istituire diplomi, attestati, premi, borse di studio a nome dell’Accademia Italiana della Cucina, senza la previa autorizzazione del Consiglio di Presidenza.

Articolo 30 – Deposito Ricette tradizionali

Il Delegato può inviare al Consiglio di Presidenza, previo parere favorevole della Consulta della Delegazione, una richiesta motivata per il deposito presso Enti pubblici o privati, di Ricette classiche della tradizione locale. Il deposito potrà avvenire previo parere favorevole del Consiglio di Presidenza.

 

Il presente Regolamento è stato aggiornato con le variazioni approvate dalla Consulta Accademica nella sessione del 25 maggio 2017 (precedenti variazioni: 30 maggio 2015 - 24 ottobre 2015 - 26 maggio 2016)