Una riunione conviviale alla scoperta di un ristorante storico, ma recentemente rinnovato, che ha assunto il nome di “Metodo Classico”, tra tradizione, cultura e cibo. I piatti serviti sono stati lo spunto per il relatore Franco Chiarini (Associazione “chef-to-chef”), responsabile per l’Emilia-Romagna del “progetto liliacee”, per parlare delle liliacee (aglio e cipolla) in cucina, partendo da alcuni piatti simbolo come la zuppa di cipolle fino all’aglio fermentato, usato in molte cucine stellate. Interessante la carrellata di varietà locali di cipolla, porro e aglio, che danno tocchi particolari a ogni preparazione, sia tradizionale sia rivisitata. Le proposte della serata sono state un classico della cucina romagnola di campagna: dal fiore di zucca in pastella alla tagliatella tirata a mano con ragù alla maniera di Brisighella (ovvero cipolla e pomodoro), fino all’apprezzata cotoletta (ben cotta, succosa al cuore e croccante all’esterno), frutto della rivisitazione della ricetta dello chef faentino Silverio Cineri. A concludere, un contorno anch’esso derivato dai piatti poveri della tradizione: “rade’ch cun i brusadè”, ovvero radicchio di campo con pancetta rosolata, sfumato con aceto. Ottimo il servizio e la cortesia di tutto il personale di brigata. Immancabili la consegna del guidoncino accademico, il menu “carta parlante” di Giovanni Collina e il libro Ricette della nostra infanzia.